In un mercato sempre più competitivo in cui le auto belle, ma troppo perfette per emozionare, sono sempre di più e dove ogni tanto ti tirano pure fuori proposte tristi come il circo e le verdure lesse, notizie come questa, il ritorno della Jaguar D-Type, ti autorizzano a pensare che le auto con l’anima non moriranno mai

D’accordo, la rinascita della Jaguar D-Type,identica nelle specifiche a quella che fu, è un’operazione per pochi facoltosi clienti, ma io ci vedo comunque l’entusiasmo di voler rimarcare l’orgoglio di appartenenza. Da Jaguar Classic insieme ai grandi Marchi premium e sportivi questa attenzione verso il vintage è una cosa che ti aspetti, ma siccome anche le generaliste Renault, FCA Group, PSA Group, deliberano divisioni specializzate nel recupero e la promozione storica del Marchio, la questione si deve leggere come la volontà di sottolineare che è propria la storia di un marchio a differenziare in un mercato, oramai, sempre più … indifferenziato.

Una vista laterale statica della jaguar D-Type

[dropcap]C[/dropcap]orreva l’anno 1955 e la Jaguar si era già guadagnata una reputazione inossidabile. E quando la Jaguar D-Type debuttò alla 24 Ore di Le Mans del 1954, la Casa inglese aveva già vinto sia l’edizione del 1951 che quella del 1953. Rispetto alla C-Type rappresentava un netto salto in avanti con un telaio monoscocca in lega di magnesio, marcato dal successo sportivo inequivocabile: tre vittorie consecutive a Le Mans, dal 1955 al 1957.
L’obiettivo iniziale era quello di realizzare 100 unità di questo modello, ma la produzione si chiuse con 75 esemplari. Settantacinque esemplari che hanno lasciato, nella storia di Jaguar, qualcosa di incompleto. Con lucida, straordinaria coerenza, alimentata dal costante successo di mercato dei suoi modelli e quello della costruzione delle 6 E-Type Lightweight (nel biennio 2014-15) e delle nove XKSS (terminate nel 2017), adesso è il turno del terzo grande programma di Jaguar Classic: riprendere questa storia lasciata in sospeso per finire di raccontarla.
Dopo un’attesa di 62 anni ecco che la produzione si è rimessa in moto per realizzare i 25 esemplari mancanti. Ed i ricchi acquirenti avranno la possibilità di scegliere due specifiche di carrozzeria: long nose  oppure short nose. I prezzi, non specificati, dovrebbero abbondantemente superare il milione di Euro (si parla di circa € 1.125.000)

Il ritorno della Jaguar D Type
Il motore mantenne era il medesimo della C: 6 cilindri in linea, 3,4 litri a doppio albero a camme in testa di 250 CV a 5.750 giri/minuto che, con lo sviluppo divennero 300 CV nel 1957 a 5.500 giri/min, grazie ad un incremento della cilindrata a 3.800 cc ad opera della belga Ecurie Ecosse

Questo grande successo nelle corse è riconducibile ad un pacchetto tecnico molto avanzato per l’epoca, ma, nello stesso tempo, piuttosto affidabile: il motore XK a 6 cilindri, il cambio sincronizzato, freni a disco e ai cerchi in lega Dunlop. Le prestazioni finali parlavano e parlano di una potenza  di circa 250 CV e una velocità massima di circa 305 km/h e,comunque, in forte relazione con i rapporti del cambio e al ponte.
Per realizzare un esemplare ci vogliono circa 7000 ore/uomo con gli specialisti di Jaguar Classic che possono attingere ai disegni e gli schemi completi originali. Una condizione necessaria per garantire che ciascuna vettura verrà costruita secondo le specifiche esatte del tempo. Ogni cliente può scegliere tra una Shortnose del 1955 o una Longnose del 1956.

Il ritorno della Jaguar D Type

Tim Hannig | Direttore della Jaguar Land Rover Classic

Per un prezzo abbondantemente superiore al milione di euro, la Jaguar avrà problemi a piazzare tutti e 25 esemplari? Il contrario. Il problema è accontentare tutte le richieste e gli ordini pervenuti. Si parla di un produzione quasi completamente venduta. E’ molto prevedibile che molti collezionisti resteranno a bocca asciutta.