E’ confermato, ritorna la mitica Alpine A110. La sigla di quella berlinetta francese protagonista nei rally ed in pista negli anni ’60 e ’70 ritorna denominando la nuova Alpine che verrà presentata al Salone di Ginevra.
[dropcap]I[/dropcap]n questi mesi il ritorno della Alpine è stato puntellato da comunicati sui vari dettagli costruttivi e di sviluppo. Adesso è arrivato il momento cruciale. Il velo no, quello non ci sarà perché di questa attesissima berlinetta sappiamo non poco, ma il nome definitivo, con personale grande soddisfazione, si conferma quale il più giusto e naturale: ritorna l’Alpine A110.
Non poteva essere altrimenti, visto il percorso di stile che ha tratteggiato la nascita della prima sportiva con il nome Alpine. Un percorso che nei vari teaser, nell’anticipazione del concept, nel sito stesso, riflette i principi senza tempo di una GT dalle dimensioni compatte, leggera e agile. Quelli che, di fatto, hanno decretato il successo della “Berlinette”.
L’ultima novità, prima di questa preview, è stata nella presentazione di un altro componente cruciale dell’intero pacchetto: i sedili. Il principio dell’agilità e, quindi, della leggerezza si riflette anche nella costruzione dei sedili che pesano solo 13.1 kg e si presentano ultra avvolgenti con una scocca con supporti cavi e rivestiti di pelle traforata.
[ads comp=”Alpine” title=”Il sito della Alpine A 110″ desc=”Un sito che raccoglie, in una veste grafica molto raffinata, lo spirito della nuova Alpine A 110: raffinatezza, glamour, sportività e agonismo.” text_link=”” link=”https://alpinecars.com/fr/” image=”https://cldup.com/GBSWX5bJ8T.jpg”]Completamente in alluminio, come ho già scritto qui, e qui, e con un’attenzione spasmodica al contenimento del peso, la Alpine A110 esteticamente richiama senza mezzi termini le forme e le proporzioni della mitica berlinetta. Il colore poi non poteva che essere lo stesso per non rompere questo ideale filo emozionale che ci consente di legare idealmente due periodi, quello a cavallo degli anni ’60 e’70 e questo, ambedue zeppi di aspettative ed entusiasmo.
Una instant classic che non vedo l’ora di toccare con mano a Ginevra e di guidare alla ricerca di quel feeling di un tempo reinterpretato in chiave moderna. Una cosa per niente facile da ricreare.
