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La riscossa del diesel parte da Bosch

Qualche giorno fa ho scritto un pezzo a difesa del diesel. Ieri un comunicato stampa a firma Bosch che presenta una soluzione tecnologica in grado di rendere il diesel la proposta complessivamente più ecologica presente sul mercato

Il futuro dei motori diesel è già scritto?  Questo era il titolo del pezzo che ho scritto qualche giorno fa e la risposta l’ho letta ieri: sì. Scritto da Bosch. Proprio i tedeschi hanno annunciato un nuovo sistema dedicato alla gestione degli scarichi in grado di contenere le emissioni al di sotto dei limiti molto stringenti previsti per il 2020.

Nel mondo del business le scelte dettate dalle emozioni non sono mai una cosa buona. Per quanto mi riguarda sia nel lavoro che nella vita affettiva le emozioni, fondamentali come primo impatto, devono sempre lasciare il campo ai sentimenti. Mentre le prime stabiliscono il nostro atteggiamento iniziale verso la realtà, i secondi determinano il nostro atteggiamento a lungo termine verso la realtà. 

Nelle dichiarazioni di diversi Costruttori e di Amministratori locali, circa l’abbandono del diesel nel corso di qualche anno a venire, faccio fatica a leggere una scelta ponderata, ma piuttosto dettata dall’emozione. Ed i risultati sono già sotto gli occhi di tutti, visto che il calo costante delle vendite del diesel sta generando un aumento generalizzato di CO2 nell’ambiente. Come da questo interessante articolo a firma di Vincenzo Borgomeo su Repubblica.it

Ecco, che il comunicato di Bosch non può essere stato più sul pezzo di così. Quali sono queste novità? Principalmente due: una tecnologica, che presenta un sistema di controllo dei gas di scarico in grado di abbattere di 10 volte le emissioni di NOx rispetto al limite fissato nel 2020, la seconda più politica, con una importante presa di posizione del top management di Bosch che invita i Governi dei Paesi a stabilire regole di misurazione in condizioni di guida su strada.

Il diesel ha un futuro. Oggi vogliamo archiviare definitivamente il dibattito sulla fine del diesel

Volkmar Denner | CEO di Bosch

Più netta di così una dichiarazione di intenti non potrebbe essere e questo perché queste emissioni record di ossido di azoto non sono delle proiezioni su un sistema di nuova sperimentazione, ma sono state ottenute migliorando, ottimizzando le tecnologie già esistenti e senza far ricorso a componenti aggiuntivi. Questo vuol dire senza penalizzare le prestazioni attuali e senza pesare sui costi complessivi di produzione e di acquisto.

Uno dei punti forti della proposta Bosch prevede anche la sollecitazione a Costruttori e Amministrazioni pubbliche di deliberare condizioni di test reali. La soluzione Bosch consente di ridurre drasticamente gli NOx proprio in queste condizioni.

Il punto di forza della nuova proposta Bosch è  che questo abbattimento record delle emissioni di ossido di azoto avviene proprio in condizioni reali di guida ( RDE – Real Driving Emissions) ed è proprio in questa ottica che deve essere letta la sollecitazione al cambiamento degli standard di misurazione proposta da Denner.

I limiti da non superare e quelli raggiunti da Bosch

Attualmente i limiti previsti dalla legislazione europea prevedono, secondo protocollo RDE, un valore massimo di 168 milligrammi di ossidi di azoto per chilometro in un percorso misto, limiti che nel 2020 non dovranno superare i 120 milligrammi. Oggi i veicolo equipaggiati con tecnologia diesel Bosch raggiungono un limite di 13 milligrammi per chilometro che vuol dire un decimo rispetto al limite stabilito per il 2020. Nelle condizioni più severe, circolazione urbana intensa dove i parametri RDE normalmente si impennano drammaticamente verso l’alto, i veicoli di prova Bosch hanno fatto registrare una media di 40 milligrammi per chilometro.

Il bello è che questi valori sono stati raggiunti attraverso un lavoro di fine tuning, un’ottimizzazione spinta di ciò che già esiste. Si è lavorato sull’iniezione con un nuovo sistema per l’aria abbinandolo ad un controllo e gestione delle temperature più evoluto. Proprio il controllo della temperatura è un fattore cruciale per questa riduzione così spinta delle emissioni. La conversione ottimale degli ossidi di azoto avviene quando i gas di scarico superano i 200 gradi centigradi. Una temperatura che in città non si riesce a raggiungere a causo dello stop and go imposto dal traffico. Ecco, questo nuovo sistema interviene proprio gestendo, indipendentemente dal regime del traffico, questa temperatura e senza la necessità di allestire una rete elettrica supplementare. Una tecnologia di pronto impego perché non richiede nuove componenti, ma si basa su quelle già disponibili sul mercato.
Per Bosch, però, questo è solo l’inizio di una nuova sfida il cui obiettivo è molto intrigante: un motore a combustione che produca emissioni di CO2 vicine allo zero.

Siamo sempre convinti che il motore diesel giocherà un ruolo fondamentale nell'ambito dei sistemi di propulsione per la mobilità del futuro. Fino a quando i propulsori elettrici non conquisteranno il mercato di massa, sarà necessario sviluppare motori a combustione altamente efficienti

Volkmar Denner

E’ la prima volta, dopo diverso tempo, che si registra una posizione così netta, chiara e zeppa di contenuti, a favore dei cari “vecchi” motori endotermici. Il progresso non si deve fermare, l’imperante moda della trazione elettrica dovrà esaurire la sua entusiastica, mistica attenzione, per rappresentare uno scenario imprescindibile, ma non esclusivo. Nel lungo termine non potremo mai pensare ad una mobilità al 100% elettrica e puntare tutto su di essa mi appare uno scenario irrealizzabile buono solo per alimentare gli obiettivi del marketing che lavora, quasi per definizione, sul breve e medio termine.

Il cambio delle regole

Solo attraverso una misurazione (e relativa omologazione dei dati) in condizioni di reale utilizzo, si potrà mappare con certezza il vero livello di consumi ed emissioni.

Ed è partendo da questa considerazione che deve essere letta la forte presa di posizione di Bosch circa un rapido cambio delle regole di omologazione. Legare le rilevazioni delle emissioni ai consumi reali misurati esclusivamente in condizioni di guida reali con una valutazione complessiva delle emissioni:

Ciò significa maggiore trasparenza per i consumatori e una maggiore fermezza nel perseguire l’obiettivo della salvaguardia del clima. Abbiamo bisogno di una valutazione completa dei livelli di CO2 prodotti dal traffico, che non si limiti unicamente alla misurazione delle emissioni dirette delle automobili, ma che prenda in considerazione anche quelle risultanti dalla produzione del carburante e dell’energia elettrica. Con un bilancio della CO2 completo in futuro i motori a combustione e i propulsori elettrici non saranno poi così distanti

Volkmar Denner

Prossimamente un’approfondimento tecnico ulteriore sul dispositivo che potrebbe far riaprire, in un colpo solo, tutte le dichiarazioni di molti Costruttori. Sarà così?