Cambia poco, pochissimo e non è difficile capire perché Peugeot non abbia introdotto troppe novità alla sua vincente, divertente e pratica Peugeot 308 GTi. Tuttavia resterà da vedere come, questo cauto approccio, possa rispondere alla nuova Honda Civic Type R e all’imminente Renault Mégane RS

“[dropcap]I[/dropcap]f it ain’t broke, don’t fix it”. E’ un modo di dire che sentivo spesso nella redazione inglese di EVO a Wellingborough parlando delle versioni rinnovate dei modelli di auto. Quando queste apparivano molto simili alla precedente se ne uscivano spesso con questa frase. Se non è rotto non aggiustarlo. Se il modello funziona, non toccarlo.  Ecco, è il caso della Peugeot 308 GTi MY2018.

Molto spesso i vari costruttori apportano diverse modifiche, a volte importanti, ai modelli arrivati a metà del loro ciclo di vita. una spinta necessaria per alimentare, sostenere la domanda del mercato fino alla fine del suo ciclo di vita. Il Model Year di questa Peugeot 308 GTi ci fa capire che la conclusione dei designer della Casa francese era quella di considerarla quasi perfetta com’è. A guardarla, infatti, le modifiche di stile sono sottilissime, in linea con la restante line-up del modello aggiungendo anche un aggiornamento dell’infotainment e un paio di nuovi colori che si vanno a sommare alla palette disponibile. Tutto qui.

L’avevo anche anticipato durante la mia prova di inizio luglio (qui a fianco il collegamento all’articolo) dove, nel video, avevo anticipato il sottile, quasi impercettibile restyling. Insomma, rispetto al modello del debutto del 2014 quello di nuovo che troviamo è veramente poca cosa.

Allora vediamo questi cambiamenti: l’anteriore presenta una griglia più grande che ne aumenta l’immagine sportiva e che incorpora anche un design leggermente differente dei fari. A guardarla nel complesso è un facelift che si avvicina al nuovo linguaggio formale introdotto con il crossover 3008. Al posteriore le luci appaiono leggermente riprofilate e con una rifinitura più scura. E’ nella nuova combinazione dei colori che si riflette il rinnovato dinamismo della 308 GTi. Quella che ho provato era di un grigio scuro metallizzato, un colore di ordinanza, ma senza il carattere e l’originalità del doppio tono che, adesso, si presenta con la prima metà posteriore in nero metallizzato mentre la parte anteriore in un accattivante Magnetic Blue. Un optional tanto originale quanto, direi, necessario per rispettare lo spirito di questa eccellente hot hatch .

Mi riprometto di provarla presto, ma analizzando le immagini degli interni gli (eventuali) aggiornamenti diventano ancora più difficili da individuare. L’i-cockpit minimalista resta immutato così come la qualità generale che, come ho avuto modo di sottolineare durante la prova, è paragonabile a quella di un VW Golf GTI con una solida costruzione e l’utilizzo di materiali di prima qualità.

Quello che si annuncia come evoluzione è la tecnologia del pannello centrale da 9,7 pollici che cambia nel frontend grafico e nello schermo capacitivo che adesso sembra promettere più reattività e precisione al tocco. In effetti bisognava spesso sollecitare il comando con una pressione più decisa sulla funzione desiderata. Per quanto riguarda la connettività adesso si estende sia ad Apple CarPlay che ad Android Auto.

Per noi appassionati di guida, però, la notizia più importante è che la connettività con la strada rimane invariata. Sotto il cofano il 1.6 litri da 270 cavalli fa il solito eccellente lavoro con quel setup così reattivo e connesso. Rimane invariato anche il cambio manuale (non esiste opzione automatica evvivaaaa) e il differenziale meccanico Torsen a imbrigliare gli slanci dell’avantreno.

Sarà pronta ad affrontare le rivali?

Veniamo alla premessa di questo articolo. Questa nuova iterazione conferma certamente le ottime prestazioni della versione precedente con un motore pronto, ma non abbastanza da corrispondere a quelli della VW Golf GTI o della Seat Leon Cupra o, ancora con più evidenza, ai 320 della Honda Civic Type R, ma se sul piano delle prestazioni pure paga certamente qualcosa, la sfida si accende sul telaio dove ci si confronta con maggiore equilibrio. Quello della Peugeot 308 GTi brilla luminoso con uno sterzo diretto, ponderato e progressivo, con manciate di presa grazie al Torsen e con il suo giocoso equilibrio. Saranno queste certamente le carte da giocare in attesa di un potenziamento dal lato meccanico. Ci sara? Per quanto riguarda la sua sorella sportiva si parla di una possibile evoluzione per farla correre ad armi pari con le rivali del TCR. La sua unità 1.6 litri che paga circa cinquanta cavalli di differenza potrebbe essere potenziata, magari anche con l’adozione del motore Opel che equipaggia l’Astra che tanto bene sta facendo nel TCR Internazionale e che adesso è di proprietà della galassia PSA. Il regolamento lo prevede, probabilmente il marketing meno, ma è una supposizione tutta da verificare.

Di sicuro c’è che Peugeot prende con grande serietà questa faccenda visto che anche il seguente trailer di presentazione della Model Year 2018 sottolinea la forte parentela con la 308 Racing Cup. E’ divertente perché al centro della scena, anche se compare alla fine, c’è anche un grande, naturale testimonials del Gruppo: Sebastien Loeb.