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Sim Racing vs. Corse vere. Chi meglio di un ingegnere da corsa per rispondere?

Sim racing vs. vere corse automobilistiche: l’ingegnere della BMW Motorsport Jeroen den Boer valuta le somiglianze e le differenze

In questo periodo di quarantena il sim racing è letteralmente esploso in tutto il mondo, ma sopratutto ha visto un numero crescente di piloti professionisti impegnarsi con sempre maggiore entusiasmo e dedizione alle varie gare rafforzando il dibattito intorno alla sua effettiva validità formativa per chi corre anche nella realtà e, conseguentemente, la sua capacità nel saper rappresentare con un certo grado di precisione, anche se virtualmente, le dinamiche e le complessità tecnico-agonistiche del motorsport

Un dibattito che continua ad alimentarsi da tempo, in cui si sono spesso alternati sim driver affermati e piloti di vario grado ed esperienza capaci di confermare o meno alcuni aspetti.
In questo contesto la BMW rappresenta uno dei Costruttori tra i più convinti che questa contaminazione, tra motorsport reale e simulato, sia foriera di spunti tecnici, creativi, di marketing e agonistici di tutto rispetto.

La BMW M8 GTE che su iRacing è protagonista di una Serie molto combattuta e frequentata dai sim racer di tutto il mondo

Prima di essere un ingegnere del BMW Motorsport, l’olandese Jeroen den Boer è stato pilota del team DB Motorsport partecipando, con una Z4 GT3 all’ADAC GT Master dal 2011 e 2013 ottenendo due vittorie assolute su 36 gare. A lavoro nella BMW Motorsport dal 2014, oltre ad essere stato il capo progetto e sviluppo della BMW M4 GT3 (la nuova ammiraglia della gamma BMW M Customer Racing) segue la BMW M6 GT3 nelle principali 24 ore e nell’Intercontinental GT Challenge. 

 

Jeroen den Boer ai tempi delle sue stagioni con il team DB Motorsport e del suo status di studente alla facoltà di ingegneria.

In più Jeroen vanta anche la passione del sim racing e questa sua attività coniugata al sua formazione professionale e agonistica, lo rende un riferimento assolutamente autorevole al riguardo. Si allena spesso con gli stessi piloti ufficiali come Philipp Eng e Jens Klingmann (GER)

“Una volta sono passato a una sessione sul Nordschleife. È stato molto divertente e molto interessante in particolare per me come ingegnere, in quanto c’erano anche sim driver pro che avevano la risposta giusta a tutte le mie domande sul set-up. All’improvviso, non ero più il tecnico che forniva informazioni sulle impostazioni: i ruoli si erano ribaltati”

Attualmente corre nella piattaforma iRacing con la BMW Z4 GT3 e la BMW M8 GTE e la cosa che considera tutt’altro che facile è la necessaria attitudine a fare tutto da solo: non solo curare le abilità da pilota, ma anche impostare le giuste tattiche di gara, le strategie migliori per le gomme. C’è, anche qui, la possibilità di un lavoro di squadra, ma la necessità ( e la capacità) di dover governare da solo tutti questi elementi è una caratteristica peculiare che un sim racer competitivo deve avere.

Nel simulatore, puoi davvero configurare tutto ciò che potrebbe accadere nella realtà: telaio, aerodinamica, pressione dei pneumatici – tutto. Di norma, la messa a punto è completamente aperta, quindi puoi configurare un numero incredibile di parametri. Non è così facile e devi sapere cosa stai facendo.

E ovviamente Den Boer sa esattamente cosa sta facendo e lo fa portando dentro iRacing lo stesso metodo che usa normalmente sulle piste in giro per il mondo. Lui ed il suo team iniziano con un set-up di base, che viene creato utilizzando i dati dell’anno precedente o, nel caso di nuovi circuiti, i dati provenienti da piste simili.

 

Quindi collaboriamo con il pilota per identificare i problemi su cui dobbiamo lavorare: sovrasterzo? Sottosterzo? Non performante in frenata? Confrontiamo il feedback dei piloti con i nostri dati. Se corrispondono, cambiamo le rispettive impostazioni sull’auto per risolvere il problema. In questo modo, passo dopo passo, siamo in grado di muoverci nella giusta direzione.”

Comprendere e interpretare correttamente il feedback dei piloti è una delle abilità chiave di un ingegnere. È qui che den Boer fa tesoro del suo passato di pilota da corsa riuscendo ad entrare in empatia con il pilota in poco tempo. Nei week end di gara bastano veramente pochissime parole di scambio per individuare il problema o la richiesta. Questo indubbio vantaggio, rispetto anche agli altri team, come si traduce nel sim racing?

Nel mio caso, il lavoro di messa a punto nel simulatore è probabilmente più veloce, poiché io sono il pilota e, anche mentre sono al volante, posso già considerare quali modifiche al set-up proverò dopo. In questo caso non ho bisogno di parlarne prima con un altro pilota e tentare di mettere in pratica le sue valutazioni. Una vera corrispondenza, però, tra il setup vero e quello del simulatore non è così immediata. Usare una configurazione di base 1:1 non funzionerebbe”.

La strategia di gara e l’analisi dei dati sono praticamente identiche.

Se l’assetto non è possibile traslarlo pari pari tra vettura vera e quella nel simulatore, per den Boer quello che è identico è il lavoro sulla strategia di gara

Ho guidato una corsa di quattro ore sul Nordschleife con un collega. Abbiamo dovuto discutere le tattiche, calcolare il consumo di carburante e determinare la strategia dei pneumatici: è stato molto divertente. Avevamo calcolato che il leader avrebbe tagliato il traguardo prima che fosse trascorso il tempo di gara, il che significava che avremmo dovuto fare un altro giro. Con questo in mente, abbiamo aggiunto più carburante, il che ci ha permesso di superare alcune macchine che erano rimaste senza carburante su Döttinger Höhe alla fine della gara. Sicuramente quella volta è venuto fuori l’ingegnere che è in me.

Un altro parallelismo che dimostra una similitudine impressionante tra il mondo simulato e reale è quello dell’analisi dei dati

Come è possibile nella realtà, è possibile sovrapporre e analizzare i dati di telemetria di diversi driver. Dove sto frenando troppo presto o troppo tardi? Dove devo selezionare una marcia diversa? Questi dati sono identici alla realtà. È anche possibile utilizzare lo stesso programma per l’analisi dei dati. È davvero fantastico.

L’analisi dei dai di telemetria è in tutto e per tutto identico alla realtà

E allora ecco che ritorna la domanda cruciale relativa alle similitudini nella dinamica. Anche se un assetto non può essere ritenuto completamente intercambiabile tra i due mondi, quando la simulazione è così vicina alla realtà, potrebbe essere un’idea prendere le idee di messa a punto da una macchina virtuale e trasferirle su una vera macchina da corsa?

Devi stare molto attento lì. Sulla pista reale, se sbagli, non puoi semplicemente premere il pulsante di riavvio e riprovare. L’auto è danneggiata.

In effetti …