Dopo vari teaser, dopo la partecipazioni del concept a manifestazioni varie, dopo diversi comunicati piuttosto precisi e abbondanti supporti fotografici, sembrava di conoscere già tutto della Alpine A 110. E invece a Ginevra scopriamo un oggetto magnifico nella sua costruzione e nel come riprende gli stilemi della “berlinette”. Secondo me sarà un grande successo, E pensare ad un monomarca sarebbe altrettanto emozionante. Ecco la Alpine A110. Per adesso godiamocela a leggerne le caratteristiche, aspettando di guidarla.

 

[dropcap]A[/dropcap]lpine è definitivamente ritornata. Il Brand di Renault presenta la versione definitiva della sua interpretazione, in chiave moderna, della leggendaria A110 “Berlinette” e la decisione di passare dal nome di Alpine Vision, con la quale avevano definito la show car che ha anticipato di fatto le linee definitive, a quella di  Alpine A110, non fa altro che dare ancora più spessore e importanza all’evento. Alpine ritorna e lo fa con un nome e un vettura saldamente ancorata alla sua storie e protagonista del suo prossimo futuro. Che magnifica alchimia.

Non vedo l’ora di guidarla, perché a vederla così mi sembra la risposta francese alla Porsche 718 Cayman e l’idea di debuttare e confrontarsi subito con un benchmark assoluto come la Casa di Stoccarda, innalza ancor di più il valore di questo inizio. E siccome stiamo parlando di una Alpine al 100%, la berlinette a motore centrale verrà costruita nello storico stabilimento di Dieppe con le consegne che inizieranno alla fine di quest’anno e nel corso del 2018 per Grand Bretagna e Giappone.

IL MOTORE

Una vettura costruita seguendo i principi di leggerezza e agilità non ha bisogno di un motore ipercubato e raffinato all’inverosimile. Sovrastrutture costose ed inutili per lo spirito Alpine (che fa anche tanto Lotus). Ed infatti parliamo di un 1.8 litri sviluppato dall’Alleanza Renault-Nissan in grado di sviluppare 252 cavalli e una coppia di 320 Nm. La collaborazione tra gli uomini Alpine e quelli di Renault Sport si è focalizzata sulle prese d’aria, sul turbocompressore e l’impianto di scarico. Con un peso a vuoto di 1080 kg, ci troviamo un’auto dal rapporto peso/potenza di 4.3 kg/cv e un’accelerazione di 4,5 sec per passare dallo 0 a 100. Che già vuol dire 1 decimo più veloce della Porsche Cayman S.
La trasmissione si avvale di un cambio a doppia frizione a 7 marce e, dinamicamente, tre profili di guida (Normal, Sport, Track) che intervengono sui profili di  configurazione del motore e della trasmissione, dello sterzo, del controllo elettronico della stabilità (ESC), del suono dello scarico e il display sul cruscotto.

IL DESIGN

La versione definitiva della Alpine A110  si porta dentro gli spunti e le curve della A110 originale. Questa declinazione del 21° secolo è un richiamo costante e ben fatto della “Berlinette” e non si può dire che rappresenta una piacevole sorpresa perché è praticamente identica alla Alpine Vision Concept presentata nel 2016. La sua forma è fluida, lo sguardo scivola sulla linea di cintura senza trovare intoppi, gli gira intorno deliziandosi sugli stilemi che già furono, come la “spina dorsale” centrale del cofano oppure le quattro luci full LED di marcia diurna.  Lateralmente si comprende come la carrozzeria si compatta intorno ai componenti tecnici, mentre è esteticamente efficacissimo il profondo incavo che caratterizza il profilo. Il posteriore è un’altra riprova di come il lavoro dei designer abbia interpretato magistralmente le linee della A110 originale. Se le luci a LED a forma di X conferiscono al veicolo un atteggiamento moderno, il lunotto posteriore così avvolgente ed inclinato, così otticamente unito al corto bagagliaio, è un altro richiamo al mondo Alpine e ai fasti della “Berlinette”. La ricerca aerodinamica, qui si nota nel diffusore funzionale e nel fondo piatto.

Alpine A110

GLI INTERNI

Il cockpit utilizza una miscela di materiali differenti: pelle, alluminio, carbonio per le finiture, i sedili monoscocca da 13 chili sono della Sabelt. Il suo design rimane fedele al concept visto l’anno scorso. Ritroviamo la stessa consolle centrale, lo schermo infotainment ed il cruscotto digitale. A guardare le foto noto che Alpine si è tenuta molto lontana dalla componentistica di Renault, compreso la grafica del pannello a sfioramento e del cruscotto. Bellissimo l’effetto della pelle trapuntata che coesiste con i dettagli di alluminio e il carbonio lasciano un impronta di grande cura e raffinatezza. I comandi analogici sotto il touchscreen centrale in alluminio anodizzato esaltano la specificità di un progetto che dalla Casa Madre non ha mutuato alcun complemento.

Il lancio prevede l’edizione limitata Première Edition: 1.955 auto che salutano l’anno di nascita della Alpine, il 1955, appunto, fondata da Jean Redele. Le prenotazioni di questo modello sono state aperte a dicembre scorso tramite l’App Alpine ed in soli 5 giorni tutti gli esemplari con guida a sinistra sono stati prenotati al prezzo di 58.500 Euro. Manca un numero esiguo di vetture guida a destra. Il prezzo definitivo, invece, sarà confermato contestualmente all’apertura degli ordini verso la metà del 2017.   Adesso si può prenotare solo il modello di serie che verrà costruito nel 2018 alla fine del ciclo di consegne della Première Edition. 

Un successo annunciato e una possibilità di vedere anche una versione ancora più performante della Alpine A110 nel corso del 2018?  A leggere la storia della “Berlinette”,  che si è andata via via potenziando con l’adozione di motori sempre più performanti, è auspicabile. Anche perché l’unità da 1.8 litri da 252 cavalli, con il know how di Renault Sport, si potrebbe agevolmente arrivare a 300 cavalli. Pochi ritocchi alla ECU, al sistema di raffreddamento, con prese d’aria più grandi ed il gioco è fatto. E magari, all’intervento meccanico potrebbe seguire uno estetico con passaruota più gonfi per ospitare pneumatici più larghi con un design dei cerchi differente, così come il front-end che riceverebbe un tratteggio incrociato delle luci a LED per distinguersi dal modello di “base”.

Di questa possibilità anche la stessa Alpine non ne fa un mistero perché è chiaro che, esaurito l’impegno relativo alla consegna della Première Edition, si dovrà fornire una line-up certamente più completa.