A Vergiate c’è la sede della Seat Motorsport Italia. Sono stato alla presentazione dei programmi per il 2017 e le novità messe in campo dimostrano quanto, nella strategia di Seat Italia, il motorsport sia sempre di più una componente fondamentale del suo marketing. La presenza di Jaime Puig, grande capo di Seat Sport, è stata utile anche per fare il punto sul TCR internazionale e per precisare un paio di cose in merito al Mondiale Turismo

[dropcap]L[/dropcap]a stagione agonistica 2017 aprirà le danze il prossimo mese di aprile e, nel panorama dei monomarca, anche Seat presenta la sua novità. La prima riguarda la versione Leon ST promossa a rango di monomarca. Per essere corretti la versione station wagon della Leon, dopo un anno di sviluppo in gara culminato con la vittoria della categoria TCS del Campionato Italiano Turismo con il pilota Alberto Bassi , diventerà protagonista di una classifica dedicata all’interno del CIT.

LA SEAT LEON CUPRA ST PROMOSSA A RANGO DI MONOMARCA

Per la prima volta, a livello internazionale, una station wagon diventerà protagonista di un monomarca in pista. In passato, gli appassionati del motorsport, ricorderanno la mitica Volvo 850 che correva nel Superturismo britannico negli anni ’90 e, quindi, se non è nuova l’idea di utilizzare questo tipo di vetture in pista giocando proprio su questo contrasto, la novità sta nel fatto che Seat si affiderà alla Leon ST per sostituire il monomarca d’entrata Ibiza Cup che, dopo sei stagioni, è andato in pensione.

Abbiamo sempre avuto un trofeo entry-level e questa Leon ST rappresenta la nuova sfida agonistica e di immagine. E’ una station wagon dalla forte impronta sportiva, nata per coniugare spazio e versatilità con stile e prestazioni elevate

Tarcisio Bernasconi (Team Manager Seat Motorsport Italia)

In effetti è proprio la versione in abito lungo che si è intestata il record al Ring girando più veloce della versione SC (tre porte) con 7’58”12. E questo divertente video ce lo ricorda.

Decisamente d’attacco la proposta visto che l’intera stagione (6 week end in ognuno dei quali si correranno 2 gare da 30’+1 giro con 1 turno di prove libere da 40’ e uno di qualifica sempre da 40’ necessario per stabilire la griglia di Gara1 mentre quella di Gara2 sarà determinata con l’inversione delle prime 8 posizioni) avrà un budget di 42.000 Euro tutto compreso con la possibilità di correre in due piloti. Cioè un costo/gara di 7.000 Euro da dividere per due. Inoltre tutte le vetture saranno gestite direttamente da Seat Motorsport Italia, trasporto e gestione in pista centralizzata per facilitare di più il compito dei piloti: quello di concentrarsi unicamente sulla gara. Ma se  “il pilota avrà il meccanico, potrà scegliere di usufruire soltanto della tenda e dell’attrezzatura togliendo i costi, ma mantenendo il servizio”. Questo vuol dire che anche un team potrà correre individualmente alla Serie. In questo caso Seat Motorsport Italia si occuperà solo del trasporto e del ricovero/rialzo delle vetture una volta in sede. In pista verrà affidata al team che si occuperà della gestione in gara.
Rispetto alla versione che ha vinto il Titolo TCS, la Leon ST TCS 2017 ha più cavalli (supera i 300), un impianto frenante più potente ed è dotata di sistema di telemetria. Chiaramente questo Trofeo si disputa nel contesto del tricolore TCS quindi il vincitore potrà anche concorrere alla vittoria dell’assoluto.
Il montepremi sarà un test gratuito sulla Leon Cup Racer e, in caso voglia salire di rango, l’iscrizione gratuita al Trofeo Leon Cup Racer per il 2018 con, inoltre, 20 gomme gratuite per l’intera stagione. Tarcisio Bernasconi riassume qui tutte queste novità:

 

SEAT LEON CUP RACER

Anche per il Seat Leon Cup Racer le novità parlano di una evoluzione della vettura e un risparmio sui costi di partecipazione. Relativamente all’auto, gli interventi riguardano l’aggiunta del freno a mano idraulico già presente nella versione TCR. Questo upgrade consente di migliorare di molto lo spunto alle partenze e  sarà gratuito per tutti i possessori della Leon MY2016. Ma la novità tecnica di rilievo è l’allineamento della potenza del motore al modello TCR con un incremento di ben 20 cavalli. Si passa dai 330 della versione dell’anno scorso ai 350 cavalli. Anche questo incremento sarà a cura di Seat Motorsport Italia (tramite Seat Sport) e completamente gratuito per gli attuali team possessori di Leon Cup Racer aggiornate al 2016.

Novità anche sulla tassa di iscrizione che scende a 3000 Euro al posto dei 6000 Euro dell’anno scorso e il costo dei pneumatici Yokohama che passano a 330 Euro (1.320 Euro a treno) al posto dei 340 Euro (1.360 Euro a treno). Un risparmio che alla fine dell’anno diventa più che apprezzabile

Per quanto riguarda la gestione, in questo caso la Seat Leon Cup Racer viene acquistata e gestita direttamente dal team. Il costo della vettura è di 85.000 Euro oltre IVA mentre i KIT di aggiornamento della versione 2015 costano complessivamente 30.000 Euro oltre IVA.

Seat ha sempre considerato il motorsport come una leva fondamentale del suo marketing e della sua comunicazione. In Italia non sono molti i costruttori che reputano il motorsport importante non solo a parole, ma con i fatti che parlano di programmi, impegni e strategie che integrano l’attività in pista (o nei rally) nelle loro attività di comunicazione e commerciali.

Seat Motorsport Italia rappresenta la vera testimonianza di quello che Seat può fare nel mondo delle corse. Attraverso le corse noi vogliamo trasmettere la passione per i motori ed il bello di guidare una vettura

Vincenzo Vavalà (Dir.Marketing Seat Italia)

A testimonianza di come Seat consideri l’impegno italiano tra i più meritevoli di attenzione nel panorama Continentale, alla presentazione c’era anche Jorge Puig da Martorell. L’ho incontrato più volte in questi ultimi due anni. Lui è il grande capo di Seat Sport, dalla cui fabbrica sono uscite, fino ad ora, oltre 200 Seat Leon Cup Racer. Jorge ha sempre parlato, con grande semplicità e chiarezza, di tutto. E anche questa volta abbiamo affrontato un argomento, dell’ultima ora, piuttosto scottante: l’ipotesi, ventilata dai vertici del WTCC di ammettere nello schieramento di quest’anno, anche le TCR. E lui senza troppi giri di parole ha dichiarato di aver ritirato l’omologazione TCN2 (questa è la denominazione ufficiale di un’auto TCR)  per delle ragioni chiare e limpide.