L’Alfa Romeo rientra dopo oltre 30 anni legandosi al team svizzero Sauber. Per il 2018 Power Unit Ferrari e collaborazione con l’Alfa non solo legata al marketing e alla comunicazione. Saranno le basi per un futuro tutto da scrivere?

[dropcap]A[/dropcap]l Museo Alfa Romeo ad Arese è andata in scena una presentazione dalle mille possibilità di sviluppo future. L’Alfa Romeo ritorna in Formula 1 con la Sauber con un rapporto di title sponsorship e collaborazione tecnica. Un po’ come impostò all’inizio Renault il proprio rapporto con Infinity. I due piloti per il 2018 saranno Charles Leclerc e Marcus Ericsson con il nostro Antonio Giovinazzi in qualità di terza guida.

Alfa Romeo 158/159
Le prime due edizioni del Mondiale di F1 le vince l’Alfa Romeo con la AR 158/159

Poche sono i Costruttori che possono vantare una storia nel motorsport come l’Alfa Romeo. Enzo Ferrari iniziò, da pilota, con l’Alfa Romeo, la Scuderia Ferrari nasce nel 1929 da una costola dell’Alfa Romeo, il primo ed il secondo Mondiale F1 è stato firmato dall’Alfa Romeo con Nino Farina e Jaun Manuel Fangio nel ’50 e ’51. L’Alfa è la Formula 1 hanno un legame molto profondo. Ma per oltre 30 anni l’Alfa è stata assente dal livello più alto del motorsport mondiale, fini ad adesso. Dal 2018 si ritorna, con la Sauber. Prepariamoci a vedere in griglia l’Alfa Romeo Sauber F1 Team.

Una partnership tecnologica e commerciale

Intendiamoci, non ci sarà nessun motore marchiato Alfa Romeo, ufficialmente si parla di una partnership pluriennale di carattere strategico, commerciale e tecnologico, dichiarazioni che vogliono dire tutto e niente, espresse ad hoc per lasciare, ai termini dell’accordo, porte aperte ad ogni possibile collaborazione e, soprattutto, sviluppo. Per adesso c’è che vedremo una Sauber schierata con i colori dell’Alfa e una monoposto dalla grafica accattivante con l’inconfondibile Rosso Alfa a caratterizzare gran parte della carrozzeria. Il “livery design” è stato firmato da Sean Bull, un designer che si sta mettendo in evidenza per diverse realizzazioni e proposte concettuali molto belle. Il Rosso Alfa campeggia evidente in tutta la zona del cupolino che presenta anche il Marchio mentre il resto del corpo vettura è bianco con linee blu che si sviluppano nella zona alta del profilo e che ne enfatizzano l’andamento. Il risultato finale è molto elegante e visibile. Le linee guida di questa partnership sono solo accennate, per adesso nulla è identificabile con precisione, ma l’annunciata presenza dei migliori ingegneri di Arese a Hinwil presuppone una crescita di questa collaborazione nel senso tecnologico di processo e prodotto. E questo è un bello scenario. Le nuove regole, tratteggiate dalla Liberty Media a fine ottobre a Parigi, pensate per il 2021 sembrano agevolare l’entrata di nuovi Costruttori e queste partnership tecnologiche e commerciali, Alfa Romeo con Sauber, Aston Martin con Red Bull, possono rappresentare il preludio per nuovi sviluppi.

Alfa Romeo Sauber F1

Entra l’Alfa ed esce Ferrari? Una minaccia o semplice pressione politica?

Ma proprio in relazione a scenari regolamentari che possono cambiare dal 2021, contemporaneamente alla presentazione dell’accordo con Sauber (valido, appunto fino al 2021) Marchionne si è espresso senza mezzi termini circa un possibile ritiro di Ferrari dalla Effeuno in caso di delibera definitiva delle regole proposte a partire dal 2021. Di fatto la Liberty Media ha intenzione di livellare il costo di progettazione e costruzione dei motori, con un Powertrain più economico e rumoroso si vuole dare la possibilità di accesso anche ai Costruttori più piccoli.

In poche parole la proposta, presentata della nuova proprietà americana, punta a confermare motori 1.6 con frazionamento V6, ma con il solo recupero di energia in frenata (MGU-K – Kers) che avrà una capacità e una potenza superiore a quello attuale. l’MGU-H (che lavora su turbina e compressore) verrà abolito. Il pilota sarà libero di attivare il Kers (come nel 2009 primo anno di suo inserimento) per poter utilizzare la potenza disponibile secondo la sua tattica di gara. Il regime di rotazione dell’unità endotermica verrà aumentato di 3000 g/m al fine di migliorare il rendimento sonoro mentre il pacco batteria e l’elettronica di controllo sarà uguale per tutti.

Una proposta che non piace affatto a Marchionne che vede depauperare il valore in ricerca e sviluppo dell’attività Ferrari e gli ingenti investimenti fatti fino a qui. La minaccia del ritiro, però, sa molto di strategia politica e, su questo, la Ferrari non è certo nuova. Il suo peso politico è indubbio, la storia della Formula 1 è indissolubilmente legata alla Ferrari e viceversa e la discussione sulle future regole non potrà non prevedere la posizione del team di Maranello.  Come dovremmo leggere l’evoluzione di questa situazione? Se da una parte una Formula 1 che si “Nascarizza” può non piacere non solo a Marchionne, dall’altro diventa credibile una minaccia così clamorosa? Certamente se fosse convinta e sincera al 100% tirare in ballo l’Alfa Romeo per un programma di soli due anni non avrebbe molto senso, ma a ben leggere vale anche il rovescio della medaglia. Se dovessero passare regole che renderebbero più facile e mendo dispendiosa l’entrata di nuovi costruttori, la mossa di avere l’Alfa Romeo non sarebbe del tutto sbagliata. La Ferrari potrebbe ritirarsi e concentrarsi nel ruolo di engineering e fornitura di motori ai suoi team clienti/satellite (c’è anche Haas) oltre ad avere mano (e portafoglio) liberi per concentrarsi su altre categorie oltre a curare progettazioni specifiche per l’intero Gruppo FCA, ma contemporaneamente, nel breve termine, pesare nel tavolo delle trattative potendo contare su tre team (Ferrari, Alfa Romeo-Sauber e Haas) proprio come Mercedes che, a se stessa, aggiunge Williams e Force India. Una situazione favorevole in ambedue gli scenari: in caso di ritiro  continuerebbe a presidiare la effeuno con due Team, ma deprimendone non poco il valore e nell’immediato contando su maggiori forze da mettere in gioco durante la fase di verifica e discussione delle nuove regole.

E’ uno scenario che appartiene alla fantapolitica, l’idea di una Ferrari fuori dal giro della Formula 1 è letteralmente non accoglibile. Un Mondiale senza il suo socio fondatore de facto sarebbe un Mondiale zoppo per tutti gli altri concorrenti. Così, semplicemente.