Una tecnologia specializzata nel monitoraggio della strada, un infallibile segnalatore di radar di tutti i tipi, ma non solo questo. Coyote e un sistema social in grado di affiancare l’automobilista nella guida di tutti i giorni.

[dropcap]A[/dropcap]l giorno d’oggi pensare di poter bellamente superare, anche di poco, i limiti di velocità, è un azzardo che può costare carissimo in termini economici certamente, ma anche di sicurezza. COYOTE che nasce in Francia, ma continua ad espandersi in tutto Europa e anche qui da noi, è la risposta più affidabile per liberarci dai pericoli, ma attenzione perché non è un semplice antiradar.

Ricordo che in un passato neanche lontano, mi facevo dei viaggi Milano-Roma percorrendo dei tratti a medie indicibili, conoscevo a memoria gli autovelox e i posti dove potevano esserci pattuglie. Adesso, semplicemente (e giustamente) questa cosa è diventata impossibile. Ma la questione dei limiti di velocità è più articolata di questo. Chi fa decine di migliaia di chilometri in auto, chi si sposta lungo la penisola spesso si trova ad affrontare pericoli improvvisi molto più subdoli di un tratto percorso a velocità superiori al consentito.
Per chi vive in auto buona parte della giornata, la possibilità di monitorare ciò che accade davanti a sé e con una gittata di trenta chilometri può rappresentare un enorme vantaggio in termini di efficienza del proprio tempo e di sicurezza guadagnata.

Quali allerte?

Sono ben 19 gli allarmi in grado di essere gestiti con questa tecnologia. Si va da tutti i tipi di autovelox, compreso le auto civetta, agli allarmi sulla sicurezza che consentono di allertare su criticità temporanee dal fondo scivoloso al veicolo contromano o fermo, dall’incidente alla visibilità ridotta e, infine, sull’intensità del traffico.

Coyote una tecnologia predittiva e social di livello premium

Ok ci sono anche altre app che consentono la gestione di alert in tempo reale con modalità simili e cioè automobilisti che utilizzano la stessa piattaforma e che si preoccupano di segnalare le problematiche che incontrano per strada. Ma, per mia esperienza personale, è la gratuità il primo problema: il non pagare un servizio mi lascia libero di utilizzarlo o meno perché non ho la percezione precisa del suo valore aggiunto.

Coyote è un sistema ad abbonamento annuo che, al netto degli sconti o delle offerte speciali, costa 144 Euro/anno ai quali bisogna aggiungere uno dei tre device a disposizione e che comprende anche l’app per iOS o Android oppure 49,99 solo con App. E siccome si paga, l’utente si attende un servizio costante di qualità perché è la stessa Community che attiva risposte completamente differenti.

Una rete che cresce anche in Italia

In Francia Coyote è diventato uno standard, ti capita di attivarlo e di vedere, intorno a te, sul display centinaia di esploratori (così sono chiamati altri possessori di Coyote). Anche in Italia, soprattutto nella grandi città, questo numero di esploratori sta aumentando in maniera importante. E’ per una tecnologia così fortemente basata sull’interazione della Comunità è evidente che più l’ecosistema cresce più diventa insostituibile per chi guida tutti i giorni.

Quali sono questi numeri di crescita? Una base di sottoscrittori non è stata comunicata, ma i dati parlando di un +62% di connessioni dall’inizio dell’anno. In Italia gli utenti Coyote percorrono oltre 30 milioni di km al mese con un aumento del 55% rispetto a gennaio scorso e con questo trend non è impensabile raddoppiare le cifre alla fine dell’anno. A livello europeo, con Paesi dove ancora il sistema non è entrato, sono 5 milioni gli abbonamenti attivati.

Un ecosistema dall’enorme potenziale di sviluppo

Coyote cosa diventerà in un prossimo futuro? Per adesso, a precisa domanda, sono molto abbottonati probabilmente per non svelare gli indirizzi della ricerca o perché, semplicemente, si rendono conto gli stessi responsabili della Società che questa tecnologia, mettendo al centro l’interazione tra persone, è di fatto pronta per l’Internet of Things. Do You know IoT? E questo vuol dire layout collaborativi, smart city e via di questo passo. La forte collaborazione che Coyote già vanta con i Costruttori (Renault, PSA, Toyota) con le loro soluzioni integrate nei sistemi di navigazione delle auto, il sistema cartografico utilizzato dal device Coyote “Here” che recentemente è passato da Nokia al consorzio di Costruttori Audi, BMW e Daimler, sono tutti elementi che fanno capire che le possibilità di sviluppo della piattaforma sono molto vaste e non solo legate al traffico.

E l’azienda non nasconde le sue ambizioni, dopo le Case automobilistiche, il prossimo obiettivo è stringere partnership strategiche con i gestori telefonici ed è recente l’apertura di un Coyote LAB in Canada. Un laboratorio R&D dove si svilupperanno nuove frontiere di interazione e collaborazio, ma su questo c’è ancora del riserbo.