Quella di invitare i giornalisti più avvezzi a cose di motorsport a correre è una opportunità che diversi Costruttori offrono sia qui in Italia che all’estero. Ma l’idea di organizzare una sfida nella sfida, giocandosi al cronometro il posto nella “rosa”, questa è una cosa che ha fatto solo Renault. Si chiama Renault Clio Cup Press League. Nell’Autodromo di Modena le selezioni. Praticamente un evento nell’evento.

[dropcap]A[/dropcap]rrivo all’autodromo di Modena a metà mattinata che è già tutto schierato. In questo piccolo circuito, piuttosto tormentato, parte della gamma sportiva Renault, la piccola Twingo GT e la Mégane GT con il 4Control e le Clio RS ad anticipare la grande sfida del pomeriggio, dove 18 giornalisti si sfideranno al cronometro per guadagnarsi la partecipazione alla Clio Cup Press League 2017.

La Clio Cup Press League. La seconda edizione. E’ costruita in maniera tale che competizione  e agonismo rappresentano gli ingredienti principali già per iscrivere il proprio nome tra i piloti partenti, poi ci sarà la gara. Ma lì è già tutto più scontato. Questa cosa mi è piaciuta molto; convocare un numero di giornalisti a guerreggiare per un posto nel cockpit della Clio Cup edizione 2017. Mettersi uno di fronte all’altro armati e mascherare tensione con scherzi o chiacchiere d’altro, magari commentando l’agilità tra i birilli della Twingo o lo straordinario sistema 4Motion che rende la Mégane Sporter agile come una compatta incazzata. E invece il pensiero era tutto lì, alla sfida del pomeriggio. E senza conoscere neanche le regole d’ingaggio, quelle le avremmo sapute di lì a poco.

RENAULT CLIO CUP PRESS LEAGUE ALL’AUTODROMO DI MODENA

Poi c’è il palcoscenico della sfida: l’Autodromo di Modena. Mai stato e guidato, visto solo in foto. Uno di quei circuiti piccoli nati per raduni, track day, prove private, che ce ne fossero tanti di così in Italia. Poco più di 2.000 metri, una serie di curve e contro curve con traiettorie da studiare, gas da gestire, spazi di frenata da capire. Insomma una piccola pista un po’ bastarda e da non sottovalutare. Sopratutto perché tra i 18 convocati non è che ci stava gente di primo pelo. Tutti giovani (o diversamente giovani), ma con esperienza e grinta da vendere.  Mi piace tanto questa cosa, ché spesso noi giornalisti dell’auto vediamo con un pizzico di invidia i colleghi delle due ruote: più veloci, più bravi, più coraggiosi, più a loro agio tra i cordoli di una pista. E invece anche la nostra categoria inizia a farsi sentire e vedere nelle zone alte delle classifiche di gara. Insomma ecco qui l’Autodromo di Modena palcoscenico di una selezione. Lo spirito Renault Sport che detta tempi e metodi e 18 di noi, chi più, chi meno, ma tutti avvezzi a cose così.

IL REGOLAMENTO DELLE SELEZIONI

Arriva il momento del regolamento: 4 gruppi da 5 a sfidarsi per 4 podi virtuali. Nel senso che i primi tre di ogni gruppo accedono alla Seleção.  Prima 10 minuti di prove libere per tutti, cinque Clio Cup con gomme usate.  E’ evidente che i gruppi successivi saranno penalizzati per il consumo crescente dei pneumatici, ma tanto è il confronto nel gruppo ad essere importante e quello è salvo. Nel senso che tutti concorreranno partendo dalle stesse condizioni di usura. Alla fine delle libere, però, la rincorsa a confrontarsi sui tempi sarà spasmodica e mal dissimulata. Per le qualifiche la regola non cambierà, solo che si monteranno pneumatici nuovi all’anteriore mentre al posteriore si lasceranno quelli delle libere e lo stint sarà di 15 minuti.  Anche in questo caso i tempi tra i primi due gruppi e gli altri due saranno molto condizionati dall’usura, ma tutti i piloti-giornalisti si confronteranno tra loro in condizioni omogenee.

Autodromo di Modena
Il layout dell’autodromo di Modena dove si evidenzia il tratto lento con le curve a raggi anche non costanti. (Foto: Sito ufficiale)

AUTODROMO DI MODENA. GUIDARE IN APNEA

L’ Autodromo di Modena si srotola per duemila metri con passaggi tormentati che richiedono traiettorie molto particolari, c’è tutto da ritardare: punti di frenata e ingressi, spigolare le linee, tagliare, tagliare tanto. Le marce sono seconda e terza, la quarta si appoggia in rettilineo ed ancora non ho capito se, alla fine del rettilineo principale, conviene pestare tanto sul freno ed entrare deciso o accarezzare la traiettoria di ingresso perché poi devi risalire verso l’interno per affrontare la successiva piega a sinistra, ma attenzione non troppo veloce perché altrimenti il sottosterzo ti spinge all’esterno e invece non fai in tempo a battere ciglia che c’è una curva a destra. Lasci scorrere all’esterno l’auto, non fai in tempo quasi ad allinearla che freni ed entri ritardando la corda, ma anche qui devi allineare il prima possibile le ruote e ritardare il più possible la svolta a sinistra. E’ una curva che apre e chiude in uscita, allora devi arrampicarti verso l’esterno, seguendo una traiettoria larga puntando poi, a ruote dritte, il cordolo interno e poi l’esterno, tagliando, anche qui, decisamente.
Un attimo di respiro, rettilineo cortissimo giusto il tempo per prepararsi ad una staccata e ad un ingresso in una curva che questa volta chiude per poi allargare, per poi piegare a sinistra in un cent’ottanta gradi che non fa in tempo a terminare che subito si appoggia a destra, un breve allungo e questa volta una curva a destra da seconda che immette sul rettilineo principale.

Alla fine delle prove libere i tempi tra i migliori e i peggiori marcavano distanze importanti, un dato ancora più evidente considerando i duemila metri di lunghezza. Io personalmente mi sono preso un secondo e mezzo (tantissimo) dal mio amico Giovanni Mancini (Elaborare e Newsauto.it) forte, lui, della conoscenza della pista e forte, comunque, di suo (sempre un Campione Italiano Turismo). Tra le libere e le qualifiche poi, tra il serio ed il faceto, ho avuto la sensazione che non volesse aiutarmi a capire meglio la pista e a tirare il mio tempo.

Alle qualifiche il ritmo di tutti è aumentato in maniera decisiva così come la tensione che si percepiva. Ci si doveva giocare tutto e subito, le caratteristiche della pista avrebbero condizionato il rendimento delle gomme molto presto. Quindi subito gas a martello alla ricerca del tempo migliore. Nel mio turno ho trovato una pista a tratti impraticabile, alcuni dei giornalisti del primo e secondo gruppo, quelli più avvezzi alle cose di pista, avevano capito che tagliando decisamente si andava molto d’accordo con il cronometro e così è stato. Solo che trovarsi ghiaia in pista in ingresso e uscita curva non è una condizione ideale. Ma tant’è, situazioni uguali  per tutti e cinque i contendenti a giocarsi un posto nei primi tre.  Alla fine dei miei quindici minuti conquisto la seconda posizione dietro a Giovanni, ma dimezzando il distacco. Anche se dei fastidiosi ritorni di fumo di scarico nell’abitacolo mi hanno un po’ distratto anzitempo, Mancini mi ha battuto senza dubbio. Ho la sensazione che questa sottile sfida sarà spesso rinnovata.

Renault Clio Up Press League. Nell'Autodromo di Modena le selezioni
Foto: Roberto Piccinini

LA RENAULT CLIO CUP TRA LE CURVE DELL’AUTODROMO DI MODENA

Con la Renault Clio Cup ho corso l’anno scorso al Mugello, l’ho apprezzata per il suo telaio composto, compatto, preciso, il cambio sequenziale Sadev a 6 marce così ben accoppiato al motore. Adesso però dai magici saliscendi del Mugello, mi trovavo in un toboga non lungo e pure di difficile interpretazione con tutti quei transitori e quelle curve che si attorcigliavano su se stesse. Di nuovo lo splendido telaio e quel 1.6 litri turbo così volenteroso proprio non mi hanno deluso. E se il motore faceva fatica a tirare fuori tutta la sua potenza, era l’assetto a brillare. Con le sospensioni cariche, io che cercavo di trovare la migliore linea in curva mettendo le ruote una volta qua e una volta là, ancora una volta era il suo telaio diretto a smorzare e correggere. In tutte quelle curve, in cui il punto di corda non era per me definito, il telaio della Clio mi invitava sempre a fare perno sulle ruote interne per fiondarmi subito fuori dalla curva. Tenere (facilmente) sotto controllo il posteriore, continuare a premere l’acceleratore e fare attenzione al segnalatore acustico di cambio marcia che seguiva sempre i led che in progressione si allungavano fin verso il rosso. Una stile di guida che questa Clio Cup ti fa venire voglia di adottare e non abbandonare più. E’ un’auto che in certe occasioni sa essere anche brutale. Le sospensioni sono così’ efficienti che potevo affrontare queste curve alla ricerca della migliore linea potendo contare su un appoggio sempre costante in accoppiata ad un differenziale che, con il gas, mi aiutava a contrastare anche il sottosterzo dovuto a entrate troppo irruenti. Lo sterzo era calibrato e diretto, in appoggio, con le sospensioni cariche, mi trasmetteva un leggero feedback che mi dava un quadro chiarissimo di cosa stavano facendo le gomme anteriori. Davvero impressionante.  Il motore da 220 cavalli sembra avere più energia di quella che serve alle ruote anteriori e i comandi sono sempre così chiari e reattivi da consentirti di concentrarti unicamente sul tracciato, certo che quello che chiederai alla Clio Cup lei ti darà. Tra queste curve anche la trasmissione mi è piaciuta molto. I cambi marcia sono naturali, precisi, veloci e pieni di carattere (eh sì perché, come per certe strette di mano, anche certi cambi marcia sono flosci e insopportabili). La frenata, infine, sempre pronta, mai in crisi, con il pedale centrale perfettamente modulabile, cosa molto importante visto l’assenza di ABS. Una vera hot hatch da corsa, questa Clio Cup, un’auto piena di storia agonistica che si rinnova di anno in anno. Un oggetto evocativo che sta rendendo la Clio Cup Press League una sfida prestigiosa. E siamo solo alla vigilia della seconda edizione.

IL CALENDARIO CLIO PRESS LEAGUE 2017 

9 Aprile | Autodromo del Mugello – Alberto Bergamaschi (Autotecnica) e Michele Faccin (Infomotori.it)

11 giugno | Circuito di Brno (Repubblica Ceca) – Andrea Stassano (Quattroruote) e Giovanni Mancini (Elaborare/Newsauto.it)

25 giugno | Autodromo di Monza – Mirco Magni (Autoblog.it) e Andrea Pellizzari (Automobilismo)

16 luglio | Autodromo di Misano – Alessandro Vai (Corriere dello Sport) e Marco Della Monica (MotorsportRepublic+)

10 settembre | Autodromo di Vallelunga – Sergio Remondino (Autosprint) e Sergio Pastore (Megamodo)

01 ottobre | Autodromo di Imola – Francesco Neri (Panoramauto.it) e Emiliano Perucca Orfei (Automoto.it)

SCHEDA TECNICA RENAULT CLIO CUP   

Tipo M5MT 1.6 litri | 4 cilindri in linea benzina | 16 valvole | Potenza massima: 220 cv@6.000 g/m | Coppia massima: 270 Nm@3.500 g/m

Cambio sequenziale SADEV a 6 rapporti+RM  con comando al volante a palette| Differenziale autobloccante meccanico regolabile 

Accelerazione 0-100 km/h: n.d sec. | Velocità massima: n.d. 

Anteriori:  Mac Pherson completamente regolabili in compressione ed estensione, camber e toe (convergenza) | Posteriori: assale rigido completamente regolabili in compressione ed estensione, camber e toe

1.075 Kg a vuoto in ordine di marcia come da regolamento

Lunghezza: 4.090 mm. | Altezza: 1.440 mm. | Larghezza: 1.730 mm.

4,88 Kg/Cv

 Ruota alluminio 17″

Michelin 20x61x17– Slick S9L – Rain P2G

 

MR+Rating
  • Handling
  • Costruzione
  • Prestazioni
  • Stile
3.3

Riassunto

La Clio Cup conferma e amplifica le qualità assolute della sua versione stradale. Sono fatte con la stessa ricetta e ambedue hanno tutti gli ingredienti giusti necessari per scoprire se un’auto è o non è all’altezza delle aspettative. Innanzitutto è agile e reattiva, leggera nei movimenti con un telaio elastico e facile da correggere prima ancora che ricco di grip. E’ sufficientemente rapida da risultare interessante, si lascia strappazzare anche per bene, ma, soprattutto, è divertente. E se ci avete fatto caso, non ho parlato di rilassante, carina o ben equipaggiata.