A prima vista, quando venne presentata la versione 2016 della Seat Leon Cup Racer TCR, non mi sembravano così evidenti gli interventi, ma poi, a guardarla nei dettagli, il numero di novità era numeroso e sostanziale. Il nuovo pacchetto aerodinamico, il cambio sequenziale per la versione TCR l’hanno resa ancora più veloce e precisa. L’inizio della stagione agonistica è ancora lontano, qui riprendo quello che scrissi al riguardo.

Versione: Seat Leon TCR MY2016
Prezzo versione in prova: € 110.000 (ex-work tasse escluse)
Autodromo della prova: Adria International Raceway
Lunghezza2.700 mt. 

Seat Leon TCR MY 2016

[dropcap]M[/dropcap]anca ancora una manciata di mesi prima di dare il via alla stagione agonistica 2017 e allora, nel ripasso di “roba da corsa”  che il 2016 ci ha lasciato, credo che la famiglia Seat Leon Cup Racer e Cup Racer  TCR rappresenti uno degli esempi meglio riusciti degli ultimi anni. Affidabile, veloce, competitiva e vincente in un po’ tutti gli scenari del motorsport internazionale. Un vero affare per Seat Sport. Da un mio calcolo personale, in assenza di un dato ufficiale,  tra TCR Serie e Campionati nazionali dovrebbero essere circa 200 i modelli venduti.

LE NOVITA’ DEL MY2016. LE DIFFERENZE TRA CUP E TCR e novità del MY2016. Le differenze tra Cup e TCR

La versione 2016 rappresenta una evoluzione nei dettagli del modello 2015. Interventi mirati sul pacchetto aerodinamico per dare più velocità in rettilineo, in percorrenza di curva e per incrementare l’effetto suolo.  Poi ci sono interventi sul sistema di raffreddamento che rappresentava l’unica criticità della versione precedente, poi scarico con centrale e finale differente (adesso le uscite sono una per lato rispetto all’unica centrale precedente) e gli ammortizzatori regolabili sia in compressione che estensione permettendo al pilota (e al team) una regolazione più precisa in relazione alla pista e al tipo di guida. L’intervento più importante è stato certamente dedicato al comparto trasmissione con l’adozione di una specifica con cambio sequenziale SADEV a 6 rapporti + RM per rispondere efficacemente alle esigenze della Serie TCR che, nel 2016, si è presentata con un parco partenti ancora più competitivo e rappresentativo di Marchi e piloti. Al riguardo la prima stagione completa della Serie, quella del 2015 ha visto proprio trionfare il forte e simpatico pilota svizzero Stefano Comini sulla Seat Leon del team Target Competition. Altra modifica importante è l’adozione di un serbatoio della benzina da 100 litri specifico per le gare di durata con il relativo sistema di rifornimento rapido. Le differenze 2016, tra la versione TCR e CUP sono, quindi, la trasmissione sequenziale al posto del cambio DSG poi un pack endurance, come definito da Seat Sport, composto dal serbatoio, un differenziale meccanico al posto del differenziale elettronico e da un sistema frenante anteriore con dischi da 378 mm e pinze a 6 pistoncini AP al posto di dischi da 362 mm della versione DSG.

LA TCR PIU’ REATTIVA, COESA E AFFILATA

Mi trovo ad Adria, nell’angolo giusto del Veneto. La sera prima, durante la premiazione dei Trofei Seat 2015, riguardo da vicino la versione TCR, poche differenze, con una lunga leva centrale che, in un primissimo momento, mi sembra il cambio sequenziale. Entrando in abitacolo, però, mi rendo conto che il cambio SADEV è  comandato dalle palette al volante, solo quelle e la  leva in alluminio (pure bella tanto oltretutto) è il freno a mano idraulico. Che fa tanto rally, ma serve per le partenze al semaforo in accoppiata al launch control.

Ritrovo quella seduta bassa e intima che tanto mi piace, mi aggiusto sempre con il volante piuttosto vicino e le gambe non troppo distese anche in estensione. Con le spalle sotto la linea di cintura e i controlli sostanziosi e “muscolosi”, arricchiti dalla presenza della leva del freno a mano idraulico che sembra tanto quella del cambio sequenziale, la Leon Cup Racer TCR si conferma già da ferma macchina divertentissima e piuttosto focalizzata.

All’avvio il motore si assesta subito ad un minimo pulsante e deciso. Il display della strumentazione LCD dell’italiana AIM ti informa con infografiche immediate e distribuite su più pagine che puoi sfogliare attraverso uno dei comandi sul volante. Al centro, in basso, facilmente raggiungibile dal pilota, il pannello con comandi a sfioramento semplici ed intuitivi. L’intero cockpit trasmette solidità ed ordine e conferma la sensazione di un’auto progettata, costruita e curata da gente che sa molto bene cosa sia il motorsport.
Adria non è pista difficile, ma guidare lungo i suoi 2700 metri richiede concentrazione e ritmo. Dopo pochi minuti alla guida ho la conferma che anche questa Leon declinata TCR e con cambio sequenziale si conferma non difficile da guidare, trasparente e costante nelle sue reazioni fondamentali, con una erogazione di coppia esaltata, adesso, da un cambio velocissimo che rende ancora più coeso il comportamento dell’intera vettura. L’assetto è una meraviglia, i salti sui cordoli li gestisce senza mai perdere la linea voluta, rispetto alla versione 2015 percepisco una maggiore precisione dell’avantreno e un posteriore ancora più stabile in appoggio. La trazione sembra esaltarsi in uscita dalle curve strette. Con il sequenziale snoccioli marce con una velocità letteralmente esplosiva che si traduce in piccole, fantastiche esplosioni allo scarico ad ogni cambiata.

La differenza tra la versione CUP e quella TCR sta proprio nella maggiore velocità della trasmissione di quest’ultima. Queste rende la macchina più pronta in tutte le condizioni. Anzi, con questa trasmissione, vengono esaltate ancora di più le qualità naturali di un telaio che io considero tra i più validi della categoria. Nel breve clip seguente si apprezza anche acusticamente la differente velocità di cambiata:

La frenata, con un impianto potenziato, è imperiosa e precisa, ma molto fisica. Per sfruttare al meglio devi spingere il comando centrale con forza e costanza. L’assenza dell’ABS non è un problema perché il feel del pedale di consente di gestire e modulare pressione con una certa facilità. La Seat Leon Cupra TCR ha precisione, controllo ed equilibrio da vendere: basta ascoltare attentamente quello che ha da dire ed essere veloci e decisi con gli input ad acceleratore e freno. Malgrado in grandissimo equilibrio, con il cambio sequenziale, c’è qualcosa di estremamente fisico nel suo stile di guida. E’ più esigente ed intensa, ma visto il genere di auto di cui stiamo parlando, va bene così.

SCHEDA TECNICA SEAT LEON CUP RACER TCR Model Year 2016  

2.0 litri TSI | 4 cilindri in linea benzina | Potenza massima: 330 cv@6.200 g/m | Coppia massima: 410 Nm@5.000 g/m  

Cambio sequenziale SADEV a 6 rapporti+RM  con comando al volante a palette| Differenziale autobloccante meccanico regolabile 

Accelerazione 0-100 km/h: 5,2 sec. | Velocità massima: 267 km/h

Anteriori:  Mac Pherson completamente regolabili in compressione ed estensione, camber e toe (convergenza) | Posteriori: assale multi-link completamente regolabili in compressione ed estensione, camber e toe

1.165 Kg a vuoto in ordine di marcia come da regolamento

Lunghezza: 4.363 mm. | Altezza: 1.449 mm. | Larghezza: 1.950 mm.

3,53 Kg/Cv

Ruota alluminio 18″

Yokohama A005 (slick) A006 (rain) 250/660 R18

 

 

 

MR+ Rating
  • Handling
  • Costruzione
  • Stile
5

Riassunto

Sul mio personale cartellino ho sempre inserito la Leon CUPRA e la sorella da corsa CUP rispettivamente tra le migliori trazioni anteriori del mercato e una vera auto da corsa. La versione TCR esalta le qualità che già conoscevo. Grazie alla trasmissione sequenziale tutto è ancora più coeso e pronto alla risposta. La forza frenante, già uno dei punti di forza della Cup, è ancora più incisiva e precisa. Anche senza ABS, il pedale centrale è ottimamente modulabile e la frenata molto potente e costante. Grazie ad un retrotreno sempre composto, è ideale per gli staccatori. Con questa auto puoi permetterti di portare la frenata dentro la curva accelerando al suo apex perché il differenziale meccanico farà magnificamente il suo lavoro limitando al minimo il sottosterzo. Cinque stelle, quindi per l’handling. La costruzione è naturalmente quella di una Costruttore ufficiale, quindi tutto molto curato nei dettagli interni ed esterni. La linea, poi, è bella ed evocativa.